L’importanza dell’ascolto empatico nelle relazioni sociali e di Coaching

L’importanza dell’ascolto empatico nelle relazioni sociali e di Coaching

L’ascolto attivo per entrare in sintonia con noi stessi, gli altri e per migliorare le nostre relazioni interpersonali.

di Rossella Consiglio

Nel frenetico mondo in cui viviamo, le giornate iniziano con il bisogno di connettersi al mondo, un messaggio di “Buongiorno” agli amici su WhatsApp e una sbirciatina veloce ai social per apprendere le ultime notizie, nascondiamo le emozioni dietro le “Emoticon”, ci accontentiamo di rapporti privi di intima relazione.
Al di là di un display, vince chi più urla, chi esprime opinioni senza fondamenta e giudica, incurante delle emozioni altrui. Una sensazione di vuoto e incomprensione emerge da quelle conversazioni contraddistinte dal voler esternare il saper “parlare bene” a discapito dell’Ascolto.


L’Empatia compagna di vita 

Ed è così che lo psicoterapeuta Alberto Pellai si rivolge agli adolescenti con il libro “Destinazione Vita – Life skills” (Mondadori, 2021) per stimolarli nella scoperta e potenziamento di alcune competenze, fondamentali per affrontare le sfide quotidiane.
Emerge l’importanza dell’empatia (promossa anche dall’OMS): capacità profonda di sentire dentro di sé, che equivale nel dialogo con altri nel mettersi nei panni di questi.
Invita i giovanissimi a coltivarla mediante diverse strategie: l’allenamento dei Neuroni Specchio che, come rilevato da una scoperta scientifica (Rizzolati & Craighero , 2005), riflettono nel cervello le azioni compiute dagli altri, consentendo durante un dialogo di provare dentro se stessi i sentimenti o le emozioni emesse dal proprio interlocutore, e facilitando così l’instaurarsi di rapporti fondati sulla sincerità e fiducia.
È l’arte dell’imparare per imitazione che, radicata dentro di noi, consente da piccoli di approcciarsi alla vita osservando i propri genitori e, crescendo, adattarla ai vari contesti professionali e sportivi: permette di apprendere a comportarsi bene, atteggiarsi con rispetto altrui, di instaurare buoni rapporti. Nell’età adolescenziale è importante radicare sani principi, perché grazie alla capacità di comprensione e interesse si isolerà l’istinto dell’indifferenza, per dar spazio all’accoglienza.

Empatia, compagna di vita che ci si riserva di coltivare anche in età adulta, non scappando davanti alle emozioni, ma soffermandosi e andando oltre le apparenze, così da comprendere le vere motivazioni dei gesti altrui. Non limitandosi a frequentare solo coloro che sono affini al proprio carattere, ma cercando di relazionarsi anche con chi è in contrasto con le proprie idee, così da riservarsi una nuova scoperta di sé. Non cedendo alle tentazioni di aver compreso tutto e subito, ma dedicandosi all’ascolto del messaggio, dimostrando interesse.

Cosa vuol dire ascoltare… attivamente?

A seconda delle circostanze, si adottano diverse forme di ascolto, che rappresentano il modo di approcciarci all’altro. Ad esempio la mancanza di interesse o la priorità di altri fattori può portarci ad un ascolto non funzionale – passivo (in cui ci si limita unicamente all’udire senza alcuna partecipazione) oppure ad uno stato di non ascolto, contraddistinto dalla totale indifferenza, “Oh mio Dio, ho mille cose da fare!”, proiettati in altri contesti dove si ignora ogni interesse del proprio interlocutore.

Dalla parte opposta, c’è il Coach che si approccia con ascolto empatico, attivo e contestuale: con grande impegno sia cognitivo che emotivo si apre oltre le parole dell’altro, ne accoglie le emozioni silenziando il proprio pensiero intriso da preconcetti e interpretazioni e infine sospendendo il proprio giudizio, entra in empatia.
Il Coach mostra il suo interesse verso il coachee con domande che lo invogliano ad una maggiore riflessione, restituisce osservazioni che attivano la conoscenza del proprio stato d’animo, lo supporta nella ricerca di soluzioni, che l’altro troverà autonomamente grazie ad una presa di coscienza e riscoperta delle proprie capacità.

Andrea (nome di fantasia) esordisce in un incontro dicendo: “La corsa è la sua fonte di vita, è la sua! ed io… beh, sono felice per lei”.
Il suo volto non esprimeva la minima felicità, anzi un senso di distacco e nervosismo, così alla domanda “Di cosa hai bisogno per essere felice anche tu?”, gli occhi si aprirono e un lieve sorriso emerse: “Partecipare alle sue gare”. In quell’attimo superò il suo ostacolo, quell’hobby della corsa che li teneva a distanza sarebbe diventato un momento di condivisione, di felicità reciproca, perché insieme a lei avrebbe vissuto la voglia di arrivare al podio.

L‘ Ascolto nella relazione di Coaching

La relazione di Coaching, che si avvia nel setting in cui il coachee viene accolto, racchiude lo spazio di incontro, la personalità e lo stile del Coach, e deve garantire:

  • una buona accoglienza, caratterizzata da un clima sereno e privo di interferenze;
  • l’alleanza, dettata da un atteggiamento positivo e di fiducia;
  • l’ascolto, assumendo una posizione di distacco – meta ascolto per avere una visione più completa, di totale curiosità verso la scoperta dell’unicità e originalità dell’altro, a garanzia dell’autenticità.

Durante il processo di comunicazione, inteso in tutti i suoi aspetti, verbale, paraverbale e non verbale, il Coach non si limiterà ad ascoltare il messaggio trasmesso ma andrà oltre le parole: ascolterà il tono della voce, osserverà il linguaggio del corpo, silenzierà il proprio interno, governerà le tentazioni di opinioni o interpretazioni – sarà egoless.

Andrea cosa provi quando vedi lei correre?”
Spiazzato dalla domanda inizia la sua riflessione sulle emozioni che prova ogni qualvolta la vede indossare quelle scarpe da running e uscire dall’uscio della porta: “
Mi agito, perché la vedo andar via, ma allo stesso tempo mi entusiasma la sua tenacia, così decisa e volenterosa, non bada alle difficoltà ed io mi rassereno nel vederla forte e felice”.
Ho notato che quando hai detto – mi entusiasma la sua tenacia – sembravi gioioso ed orgoglioso, è così?”
“Si, mi rende orgoglioso, perché la vedo forte e decisa nel suo obiettivo. Mi sa che da oggi il suo sport non sarà più un problema nella nostra relazione!”.

Ecco che Andrea, dopo aver effettuato un’analisi dei suoi sentimenti ed emozioni si apre ad accoglierli in modo positivo e costruttivo nei confronti della sua relazione. Accresce la sua consapevolezza di quel sentimento (orgoglio) nascosto e supera quella convinzione limitante, che lo sport avrebbe allontanato la sua compagna da lui.

Nell’attuale società in cui prevale uno stile di vita frenetico, insomma, può essere fondamentale l’ascolto attivo, consapevole ed orientato, per entrare in sintonia con noi stessi, gli altri e migliorare le nostre relazioni interpersonali.

G Rizzolatti, L Craighero (2005) Mirror neuron: a neurological approach to empathy, Neurobiology of human values pag. 107-123

 

 

 

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